lunedì, aprile 09, 2012

Da un appunto ritrovato da un vecchio libro....

Nel più profondo di ogni uomo si trova il "n0us". Esso non si limita alla "intelligenza" o alle "ragione", ma si identifica con il cuore profondo, con lo spirito (dal latino "mens"). Il "nous" il luogo di Dio in noi.

La molteplicità dei desideri, per gli autori antichi, o delle volontà proprie, attorno al cuore si cristallizzano in una specie di involucro opaco che oscura il desiderio di Dio e Gli impedisce di investire l'essere e di irradiarlo a partire dal suo centro. Le volontà proprie sono un impedimento all'ascolto del cuore, impediscono di raggiungere il riposo interiore, la' dove dimora Dio ed il desiderio più profondo ed autentico.

ma la volontà di Dio è qualcosa di doloroso? ... Il cuore diviso in innumerevoli desideri superficiali. La volontà dell'uomo un muro di bronzo fra lui e Dio. La rinuncia delle proprie volontà un modo per scavalcare il muro. Quando uno ha completamente rinunciato alle volontà proprie, il desiderio che gli resta allora nel cuore coincide con la volonta' di Dio.

Si nuore al proprio io superficiale, per far nascere l'Io vero.


non era bastato scrivermelo in quel pezzettino di carta (probabilmente tratto dal libro " Riconoscete Cristo in voi?"))se poi non lo vado continuamente a rileggerlo e ad applicarlo... chissa' se oggi era un segno del destino...

domenica, aprile 08, 2012

The submarines of October

trafugando tra gli archivi dei miei lavori universitari. ho trovato questo lavoro che ho deciso di pubblicare... almeno non muore negli scaffali....



Dai documenti recensiti dal NSA, si viene a conoscenza che il 31 Ottobre 1962 la marina americana fece riemergere un sommergibile sovietico dopo un inseguimento ostinato da parte di un cacciatorpediniere americano, il Charles P. Cecil, comandato dal comandante Charles Rozier. Il sommergibile sovietico B-36, comandato dal Comandante Aleksei Dubivko, esaurì le sue batterie e fu costretto a venire in superficie.


Il presente lavoro è prevalentemente il frutto della traduzione di un articolo pubblicato dal sito del National Security Archive, http://www.gwu.edu/~nsarchiv/, nel quale c’è un ampio spazio dedicato alla Conferenza tenutasi il 13 ottobre 2003 a Cuba in occasione dei 40 anni dalla crisi. Tra gli elementi emersi dalla Conferenza spiccano gli aspetti tecnico-militari delle operazioni che hanno caratterizzato la crisi, in particolare in un file intitolato “U.S. and Soviet Naval Encounters During the Cuban Missile Crisis”, nel quale viene minuziosamente ricostruito con un po’ di eufemismo il famoso “Gioco del Gatto e il Topo” tra la marina americana e quella sovietica. L’articolo in questione (National Security Archive Electronic Briefing Book No. 75, William Burr and Thomas S. Blanton, editors October 31, 2002) è pubblicato alla pagina http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB75/, reperibile alla voce “The Submarines of October”.
Gli avvenimenti sono riportati con molta precisione in un libro del 2002 di Aleksandr Mozgovoy intitolato “Cuban Samba of the "Foxtrot" Quartet: Soviet Submarines during the Year 1962 Caribbean Crisis” (ISBN 5-7734-0041-3), nel quale l’autore presenta gli episodi in maniera fedele e molto meno drammatica o esagerata come hanno fatto molti giornalisti, spesso mal rifacendosi proprio a tale libro o agli articoli del National Security Archive dove è menzionato appunto il libro di Mozgovoy.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico dei sommergibili sovietici classe Foxtrot i dati sono stati prelevati da un articolo del Dott. Giuseppe Mastronuzzi intitolato Neri squali d’acciaio: I sottomarini Project 641 classe “ Foxtrot ”, al sito http://www.associazionenavemuseovittoriovenetocimeliostorico.it/patrimonio/conoscere/articolo_9.htm


Il lavoro intero di 33 pagine scaricabile qui... hhttp://it-it.abctribe.com/usweb/tesi/dettaglio.asp?Progressivo=31360

giovedì, aprile 05, 2012

La terra del Rimorso

Questo è stato il mio intervento durante una presentazione del mio ultimo lavoro sulla Terra del Rimorso durante il Corso di Antropologia presso l'Università di Catania:




Buongiorno a tutti, il nostro gruppo presenterà il libro di Ernesto de Martino, La terra del rimorso.
Abbiamo scelto questo lavoro per svariati motivi, al di là dell’interesse per questo argomento che interessa la nostra storia interna nazionale nonché per l’autorevolezza del suo autore stesso e non vogliamo avere pretese di completezza su un personaggio cosi’ importante. In primis, per quello che riguarda me, ho avuto modo di apprezzare la parte folcloristica che oggi è rimasta di questo fenomeno avendo vissuto piu’ di un anno a Lecce, e quindi cerchero’ di dare un’introduzione a questa breve esposizione, saro’ poi seguito da Paola che da donna ne curera’ l’aspetto di un fenomeno maggiormente femminile e poi vedremo perche’ e come per poi concludere con la parte “musicale”, avendo il nostro musicista Benedetto. Si puo’ dire che abbiamo un po’ emulato l’aspetto dell’equipe multidisciplinare di De Martino. Abbiamo voluto intitolare questa presentazione Viaggio esplorativo nel tarantismo per rievocare anche lo spirito di quella che fu la vera e propria spedizione etnografica ( Ernesto De Martino si definisce, in una sua nota dichiarazione, un “etnografo vagante nel Mezzogiorno d’Italia”).
Quindi:
Che cos’è il tarantismo? Cercheremo di dare una definizione, nonché una spiegazione, alla luce di questo libro di Ernesto di Martino. E’ senz’altro un fenomeno, diffuso in Puglia a partire dal Medioevo secondo cui il morso della tarantola provocava uno stato di malessere generale (dolori addominali, stato di catalessi, sudorazioni, palpitazioni) per guarire dal quale occorreva sottoporsi a una sorta di esorcismo (popolare, religioso, ecc a seconda dei punti di vista che saranno oggetto di studio di De Martino). Tale esorcismo (dal punto di vista religioso) aveva luogo a Galatina, nella Chiesa di San Paolo, il giorno della festa del santo (29 giugno).
I "tarantolati" si sottoponevano a un rito
• musicale
• coreutico
• cromatico
e, ballando (sotto la famosa musica popolare Pizzica Salentina), domandavano la grazia a San Paolo. Per liberarsi dalle insidie del veleno, occorreva mimare la danza della taranta, identificarsi con essa e costringerla a ballare fino a farla "crepare". De Martino analizza mirabilmente il fenomeno delle tarantolate dal punto di vista storico, culturale e religioso.

All’inizio del suo studio De Martino fa dei Confronti...






continua...
http://us-it.abctribe.com/usweb/appunti/dettaglio.asp?Progressivo=31347
qui si trova riassunto, recensione e critica completa.






lunedì, luglio 18, 2011

Quando Tolstoj scappò di casa

Alcuni anni fa David Warbourton, uno psicofarmacologo, si è accorto che un anticorpo, presente nella saliva e che protegge contro le infezioni respiratorie, aumenta il suo dosaggio del cinquanta per cento nella saliva di coloro che per qualche istante si soffermano su immagini di piacere o di felicità. La gioia di vivere cambia "la materia vivente", la rende plastica e capace di autocurarsi. (pag. 121 de "L'unica cosa che conta" di Raffaele Morelli)
Ultimamente sono rimasto provato dalla morte della nonna del mio amico alla quale volevo una stima ed un bene dell'anima. E' morta dopo una vita difficile, con una situazione familiare critica ed una agonia fatta di sofferenza fisica negli ultimi mesi della sua vita, continuare a vivere quando non si ha piu' la forza di continuare e sapere che Dio ti sta chiamando, ma non ancora, ti sta dicendo di venire su, ma ancora un attimo quaggiu', perchè?? Stare male in attesa di stare meglio lassu', sapere di vivere gli ultimi momenti della propria vita non sapendo piu' cosa fare, cosa fare per quegli altri che ha sempre aiutato, sentirsi un peso solamente e far fronte all'ultimo ostacolo della vita. Ed ora che ho una zia anziana che non ricorda quasi più nulla, o almeno a tratti, vedo quello sguardo posato sul Senza Tempo, che è la vera prerogativa della saggezza matura, difficila da comprendere per noi, come dice il Dott. Morelli, che misuriamo tutto solo sulle cose che possediamo e più di tutto sulla quantità, mentre i vecchi sanno che ogni giorno di vita, ogni ora, ogni attimo, è il tempo di tutti i tempi. Per questo i vecchi restituiscono alla vita il suo sapore, tutta la sua intensità. Come diceva Tolstoj:
La vita nonè uno scherzo.... forse i mesi che ci rimangono da vivere sonoi più importanti di tutti gli anni vissuti. (Carlotta Nicolini, Quando Tolstoj scappò di casa, Corriere della sera, 10 giugno 2010.)

lunedì, giugno 06, 2011

Auguri Italia!

Purtroppo non ho potuto partecipare al 2 Giugno quest'anno, ma forse mai come quest'anno sarebbe stato bello parteciparvi, e mai come quest'anno aveva senso spendere qualche soldo in più da parte di uno Stato sempre piu' avaro verso ciò che non produce materialismo: per la serie un ideale è come la cultura, cioè non si mangia. Mangiano tutti i politici che non tagliano i loro interessi. Quando ero più giovanotto mi dicevano sempre che per chi capire dove andare dobbiamo sapere chi siamo, e per capire chi siamo dobbiamo capire da dove siamo venuti. Noi non solo abbiamo una storia, ma il nostro modo di pensare deriva da una cultura profonda che spesso ignoriamo e mi sembra assurdo che oggi si possa parlare di Europa Unita, Organizzazioni internazionali, ecc.. se poi non si lavora a livello per così dire "cellulare", di popolo. L'unione di un popolo non è motivo di diversificazione dagli altri popoli, anzi fa parte di quel ricco patrimonio culturale mondiale che tanto difendono gli oppositori alle conseguenze della globalizzazione. Come si puo' diventare cittadini del mondo se poi all'interno si parla di continue secessioni idealiste o economiche? E' come fondare una società senza gli organismi cellulari delle famiglie unite. Ormai il passato è passato, ed è vero che la storia non è spesso che è stata raccontata immediatamente dopo sui libri, ma la festa dell'Italia deve celebrare un percorso di valori, dal 17 Marzo al 2 Giugno, festa della Repubblica. Ma sapete cosa è successo per arrivare alla Repubblica?!?! Ogni cosa è frutto di un percorso, e quanto più il frutto è buono più duro è stato il percorso. E se oggi noi mangiamo un frutto buono, dobbiamo per lo meno celebrare l'albero che lo ha generato. Con l'Unità si festeggiano anche i principi democratici, e con i principi democratici si affermano i valori di Dio. E pensare che fino al giorno prima non si sapeva nemmeno se dare festa nazionale o no! Ma come si può costruire una economia senza società? e come si può costruire una società senza un'ideale? e come si costruisce un ideale senza il giusto valore?... Il vero valore ce l'ho insegna questa classe politica sempre più bistrattata? Io mi mantengo apolitico in questo Post, in questa mia Opininone, ma confesso che il vero problema non è il Governo o il suo Capo, ma forse la sua volontà di non dare altenative nuove, la nascita del nuovo che sarà il futuro, il futuro dell'Italia. Sarebbe stato tanto bello se avessi vissuto questa esperienza ancora alle scuole, chissà quante iniziative, occasioni di incontro. L'identità culturale è motivo di unione e di spinta emotiva, e la nostra Italia ne ha tanto bisogno oggi!!!!